GUIDA ALLA CONSULTAZIONE
 
COSA È IL MARE MAGNUM

 

Il Mare Magnum è una bibliografia universale che, inizialmente composta di 15 volumi dall'abate Francesco Marucelli, dopo esser stata portata a 24 dal nipote Alessandro, ricevette la veste attuale in 111 volumi già nel 1751. Angelo Maria Bandini in qualità di bibliotecario della Marucelliana avrebbe dovuto, infatti, curare l'accrescimento della bibliografia, ma non mise forse neppur mano all'impresa che la progressiva diffusione della stampa rendeva ogni giorno più improba. Furono sicuramente, invece, seguiti da Bandini, che era stato nominato bibliotecario nel maggio del 1751, i lavori di ordinamento e di copia che, terminati già il 26 novembre dello stesso anno, ossia prima della morte di Alessandro Marucelli, erano stati certamente da quest’ultimo approvati.

Dall’archivio della biblioteca sembra che il lavoro sia stato affidato al solo Antonio Ristori, ma il semplice esame di un volume tradisce la collaborazione di più copisti che hanno copiato non tanto singole voci quanto piuttosto singoli fascicoli; quando infatti una voce occupa più fascicoli spesso si nota vistosamente il cambio di mano. I fascicoli poi, disposti in ordine alfabetico di voci, sono stati rilegati e non senza errori sia nell’ordinamento alfabetico che di legatura.

La bibliografia è attualmente suddivisa in 43 grandi ripartizioni del sapere o materie che per comodità di qui in avanti si chiameranno classi:

Biblia Sacra (voll. 1-4); Liturgia (voll. 5-10); Theologia Universalis (voll. 11-21); Regularium Ordines (vol. 22); Haeresologi seu Haeretici (vol. 23); Jus Civile et Criminale (voll. 24-37); Jus Canonicum (voll. 38-43); Philosophia Rationalis et Naturalis (voll. 44-47); Ascetica et Philosophia Moralis (voll. 48-52); Historia Naturalis (voll. 53-60); Res Medica (voll. 61-64); Anatomia et Chirurgia (voll. 65-68); Mathematica (voll. 69-71); Res Militaris (vol. 72); Artes (vol. 73); Architectura (vol. 74); Miscellanea (voll. 75-78); Rhetorica et Grammatica (voll. 79-81); Historia Literaria (vol. 82); Vitae Italorum (vol. 83); Vitae Imperatorum (vol. 84); Vitae Pontificum (vol. 85); Vitae Sanctorum (vol. 86); Historia Universalis (vol. 87); Asia (vol. 88); Africa (vol. 90); Graecia (vol. 91); Sardinia et Respublica Genuensis (vol. 92); Lombardia (vol. 93); Respublica Veneta (vol. 94); Etruria (vol. 95); Pontificia Ditio (voll. 96-97); Neapolis et Sicilia (voll. 98-99); Austria, Bohemia, Ungaria, Dalmatia, Sclavonia (vol. 100); Polonia (vol. 101); Prussia et Hannover, Russia, Svecia et Turcarum Imperium (vol. 102); Moguntini et Trevirenses Electores (vol. 103); Bavaria, Helvetia, Svevia, Lotharingia et Palatinatus (vol. 104); Anglia, Dania et Scotia (vol. 105); Belgium (vol. 106); Gallia (voll. 107-109); Hispania (vol. 110); Lusitania, America et Varia (vol. 111).

Le classi sono a loro volta suddivise in soggetti specifici o articoli espressi sempre in lingua latina che sono disposti in ordine alfabetico all’interno della classe. Le classi con gli elenchi degli articoli contenuti e il loro indice alfabetico sono stati pubblicati da Guido Biagi nella collezione "Indici e Cataloghi" e si trovano qui digitalizzati.

E’ opportuno avvisare che Guido Biagi ha in pratica ricopiato l’intestazione degli articoli così come la trovava, limitandosi a riportarla al caso ablativo e disponendo gli articoli in ordine alfabetico anche quando per errore di legatura l’ordine alfabetico e quello numerico crescente di articolo non coincidevano.

Il progetto di riproduzione digitale del Mare Magnum, ha previsto la conversione dell’Indice del Biagi in un database per consentire la ricerca e la consultazione, attraverso strumenti informatici, della bibliografia. Le informazioni tratte dal Biagi relative a classe volume e articolo, sono state collegate, senza alcuna modifica, salvo la correzione di errori materiali, alle pagine dei volumi digitalizzati, permettendo così di saltare dall’informazione dell’Indice del Biagi alle immagini del Mare Magnum corrispondenti.

 

A CHI PUO’ ESSERE UTILE

 

La bibliografia del Marucelli presenta spunti per vari tipi di ricerca; solo per fornire qualche suggerimento, si può utilizzare il Mare Magnum per studiare come era concepito il sapere all’epoca dell’attuale suddivisione in classi ossia verso la metà del XVIII secolo, oppure per verificare il rapporto fra questa bibliografia e i cataloghi per materia di biblioteche allora aperte etc.

Chi si rivolge al Mare Magnum può trovare risposta a domande ben precise:

1.        Quali libri era possibile leggere su un preciso argomento

2.        Di quali autori che hanno trattato un determinato soggetto si aveva notizia

Ovviamente la possibilità di consultare il cartaceo, se è vero che dà un piacere tutto particolare, è anche vero però che riduce le potenzialità di ricerca dal momento che si deve consultare un volume alla volta e che comunque, anche potendo visionare insieme più volumi, è impossibile avere il dominio del Mare Magnum nel suo complesso. Le nuove tecnologie, offrendo proprio questa possibilità, potenzialmente aprono la via anche a nuove ricerche tradizionalmente impraticabili.

 

COME SI EFFETTUA UNA RICERCA

 

Esaminando dall’interno le classi del Mare Magnum non si può non provare una sensazione di disagio nel cogliere il rapporto fra la categoria del sapere e i singoli argomenti trattati.

La considerazione che l’argomento di studio difficilmente, per non dire mai, era sentito nel Settecento come appartenente a quella disciplina o classe del sapere a cui oggi lo attribuiamo, non è sufficiente a spiegare perché le opere descritte non siano esclusivamente riferite alla classe in cui il soggetto è inserito, ma sviscerino i diversi punti di vista da cui questo può essere esaminato.

Per esemplificare sotto la voce conviviis epulis et conviviorum structore, appartenente alla classe Liturgia, non vengono registrati solo libri che trattano dei banchetti dal punto di vista dell’aspetto teologico liturgico, ma opere che affrontano l’argomento dal punto di vista storico archeologico, letterario, linguistico, giuridico etc.

Per comprendere le possibili ragioni di tanto imbarazzo credo sia bene ripercorrere brevemente la storia dell’opera.

Francesco Marucelli aveva composto il Mare Magnum suddividendolo in due ripartizioni: una storica ed una enciclopedica.

Nel manoscritto marucelliano C. 385, “Notizie dell’Abate Francesco e di Monsignor Alessandro Marucelli”, c. 70v, si legge come l’Abate, su consiglio del cardinale Giovan Francesco Albani poi Clemente XI, si fosse determinato ad unificare l’opera in un’unica serie alfabetica di argomenti abbandonando la suddivisione della Historia. Alessandro nelle “Notizie che riguardano la comparsa da farsi per l’erezione della libreria” dichiara di aver, nel 1735, in vista della pubblicazione, disposto in un’unica serie alfabetica tutti gli argomenti, sia quelli contenuti nei 15 volumi lasciati dallo zio sia quelli dei supplementi da lui redatti dal 1703 al 1735.

Da un esame dei 24 volumi “originali” si vede bene, però, che questa volontà di unificare tutti i soggetti indipendentemente dalla materia, è rimasta solo una aspirazione in ossequio ai desiderata del Pontefice. I 24 tomi sono infatti costituiti da 3 volumi originali della Historia a cui si aggiungono 2 di supplemento e da 12 volumi originali della classe “enciclopedica” a cui se ne aggiungono 7 di supplemento.

Sia i volumi originali che i supplementi sono, nell’ambito delle due classi, numerati per pagine, da uno a correre, e sul dorso di ciascun tomo è trascritto il numero di pagina iniziale.

Per consultare l’opera erano disponibili 2 rubriche, una per l’originale di Francesco ed una per i supplementi; entrambe le rubriche erano a loro volta suddivise in due parti, una per l’indice dei soggetti o articoli della Historia e l’altra per quelli della classe “enciclopedica”.

La rubrica riporta, in ordine alfabetico, gli argomenti trattati rimandando alla pagina dell’opera. In caso di un argomento correlato ad un altro, risaliti al volume tramite la rubrica, è possibile osservare, segnata in margine, la pagina ove è sviluppato l’argomento correlato.

Si comprende così l’artificiosità dell’attuale ripartizione in 43 materie che ha “ingabbiato” lo scorrere alfabetico dei soggetti delle due grandi ripartizioni, finendo, il più delle volte, con l’ostacolare la consultazione anziché agevolarla.

Oggi, come era per i 24 volumi originali, è assai più agevole partire dall’Indice degli articoli redatto dal Biagi ricercando innanzitutto la voce latina più vicina all’argomento di studio.

Una volta selezionata la voce giusta, è comunque opportuno scorrere gli altri articoli contenuti nella classe, per poi proseguire, con lo stesso metodo, con eventuali sinonimi.

Per essere sicuri della completezza della ricerca è bene, inoltre, scomporre l’argomento nei vari aspetti e rintracciarli attraverso l’indice, a prescindere dalle classi che li contengono.

Per esempio nella ricerca effettuata sull’ argomento “arte della tavola” oltre alla voce de coquis et de re culinaria appartenente alla classe architettura, per completare i vari aspetti dell’indagine, è stato necessario esaminare le voci mensis, sempre della classe architettura, ollis e mappis della classe miscellanea, poculis della classe arti, vasis di anatomia e chirurgia e conviviis epulis et conviviorum structore di liturgia.

 

VIDE e VIDE ETIAM, SEU

 

L’indicazione VIDE, come il moderno VEDI dei cataloghi a schede, rinvia da una voce possibile, ma non accettata, ad una prescelta, mentre la locuzione VIDE ETIAM, come il moderno VEDI ANCHE, collega due voci entrambe accettate.

Mentre il VIDE fa supporre che le indicazioni bibliografiche siano tutte reperibili sotto la voce prescelta e niente si trovi sotto quella scartata, il VIDE ETIAM suggerisce di consultare entrambe le voci.

Se questa è la regola generale è bene dire subito che il Mare Magnum è pieno di eccezioni; spesso, anzi spessissimo, il VIDE è usato al posto del VIDE ETIAM.

Anche se non sempre accade, spia di questo uso improprio del VIDE per il VIDE ETIAM la fornisce l’indice degli articoli; Guido Biagi ha infatti rigorosamente rispettato in questo uso del VIDE e VIDE ETIAM il Mare Magnum. Quando, infatti, il VIDE è un vero rinvio non viene indicato né il numero del volume né quello dell’articolo perché non esiste nella bibliografia, mentre quando nel volume del Mare Magnum ad un articolo è assegnato un numero, nell’indice si trova specificato numero del volume e dell’articolo. Per esemplificare, l’articolo De anno sabbatico Vide De sabbatho non è seguito nell’indice del Biagi da indicazione di volume ed articolo mentre De ostracismo Vide De esilio si trova accompagnato dall’indicazione del vol. 34 articolo 7. Il fatto poi che due voci siano collegate dal VIDE ETIAM o da questo VIDE improprio, non significa che necessariamente le registrazioni bibliografiche si trovino sotto entrambe; spesso la prima voce è seguita da carte ancora bianche in attesa del reperimento delle notizie bibliografiche.

Il SEU viene utilizzato nel Mare Magnum principalmente su due livelli. Il primo, più frequente, è il collegamento di due complementi di argomento quando i due termini siano sentiti uno come sinonimo dell’altro: è il caso, per esempio, dell’articolo De  Ave  Maria SEU Salutatione Angelica (vol. 1 art. 14). L’altra funzione del SEU è quella di collegare, per esempio, due genitivi o due attributi, avvertiti sempre uno come sinonimo dell’altro, come De inventoribus rerum SEU artium e  De Frumento turco SEU indico.

La ricerca nella versione digitale permette, sia nel caso di VIDE correttamente usato che in quello di uso improprio come per il VIDE ETIAM, di risalire alle notizie bibliografiche da ciascuna delle due voci correlate. Nel caso di termini correlati da SEU, a differenza della ricerca tradizionale, lo strumento informatico permette di visualizzare la voce in entrambi i casi: nell’espressione De Ave Maria SEU Salutatione Angelica, sia da Ave Maria che da Salutatione, e nell’espressione De inventoribus rerum SEU artium sia dal genitivo rerum che da artium.

 

ALTRE AVVERTENZE

 

Individuato l’articolo che interessa si deve tener presente che al suo interno le indicazioni bibliografiche si susseguono senza alcun criterio né alfabetico né cronologico, ma nell’ordine in cui la notizia era stata rinvenuta, con l’unica distinzione fra notizie presenti nei volumi “originali” e gli autori aggiunti.

Le opere rilevate sono essenzialmente di due tipi: monografie completamente relative all’argomento esaminato e spogli di periodici, di poligrafie, di opere che, anche se monografiche, trattano in alcune pagine del soggetto preso in esame. Nel primo caso la registrazione si compone di nome (di solito abbreviato) e cognome dell’autore, titolo dell’opera, formato, luogo di edizione ed anno. Nel secondo caso al titolo generale dell’opera segue il titolo della parte interessante, l’indicazione del volume se trattasi di opera in più volumi, il numero del capitolo o paragrafo e infine della carta o della pagina.

E’ facile riconoscere le registrazioni bibliografiche di opere che il Marucelli possedeva o comunque che aveva effettuato “libro alla mano” da quelle che sono vere e proprie citazioni indirette. Infatti le registrazioni effettuate con il libro in mano recano sempre le note tipografiche e nella maggior parte dei casi anche l’indicazione del paragrafo e della pagina o carta, mentre per le opere che registrava per citazione indiretta si limita a riportare autore e titolo.

Spesso all’interno di un articolo si notano, al margine sinistro, accanto alla registrazione bibliografica, dei segni a forma di croce di cui non si è ancora appurato il significato; di sicuro non si tratta di un contrassegno per evidenziare le opere che Marucelli possedeva, né ciò indica che siano presenti comunque in Marucelliana.

 

Particolarità della cartulazione

 

I volumi del Mare Magnum, di solito scritti solo sul recto, sono tutti numerati per carte a lapis in basso a destra, mentre in alto in rosso a penna è vergato il numero progressivo dell’articolo. Ci sono delle peculiarità che è opportuno segnalare:

1.      E’ frequente il caso di carte non numerate per errore; dato che non era possibile nella versione digitale lasciare la carta priva del numero, è stato deciso di attribuire una numerazione virtuale con il bis racchiusa fra parentesi quadre.

2.      Il vol. 5 presenta una numerazione degli articoli con il bis per es. art. 5 e art. 5bis, ma in realtà non si tratta di errori di numerazione, ma di articoli per errore copiati due volte, la prima volta solo sul recto e la seconda volta sul recto e verso; dato che la seconda copia è meno leggibile è stato scelto che il programma di ricerca si posizionasse sulla prima. Un altro caso di articolo doppio si trova nel vol. 44 art. 33.

3.      Il vol. 26 presenta una doppia numerazione in basso a destra quella errata e in basso a sinistra quella corretta, ma meno visibile. Si è seguita la numerazione corretta.

4.      Errori di cartulazione con salto di numerazione sono presenti nei seguenti volumi: vol. 70 manca la c. 189; vol. 48 manca la c. 157; vol. 68 manca la c. 107; vol. 72 passa da c. 190 a c. 200; vol. 95 manca la c. 161.

5.      Errori di numerazione si riscontrano nel vol. 31 dove si torna da c. 137 a c. 132 e si prosegue numerando di nuovo fino a c. 137.

 

Altri casi particolari

 

1.      Non è infrequente trovare nel primo volume all’inizio di una classe, alcuni foglietti sciolti contenenti l’indice degli articoli contenuti nell’intera classe. Questi foglietti sono stati scansionati e posti subito dopo la coperta anteriore del primo volume (si vedano per esempio i volumi 5 e 93).Ci sono però dei casi in cui, per interventi di restauro, i foglietti sono stati cuciti nel primo fascicolo e sono stati quindi lasciati al loro posto; è questo il caso dei volumi 38, 24, 95 e 106. Un altro caso particolare presenta il volume 104 per la classe Bavaria, Helvetia, Svevia, Lotharingia et Palatinatus; qui gli indici sono relativi alle aree geografiche considerate nel volume e si ritrovano cuciti rispettivamente alla c. 92 e alla c. 137 all’interno dell’articolo.

2.      Per errore di rilegatura il volume 44 deve essere consultato a partire da c. 41 fino a c. 44v e poi da c. 1 fino al c. 40v.

3.      Per errore di rilegatura all’interno del volume 62 sono state cucite due carte (cc. 199 – 200) che contengono un testo estraneo alla bibliografia.

4.      Per errore di indice di Guido Biagi nel volume 10 all’articolo De taxillorum ludo Vide talorum (de) ludo è stato attribuito il numero 7, già occupato da De thure …; in realtà De taxillorum ludo (c. 7r) è un caso di vero VIDE e non doveva quindi aver numero di articolo.

 

Monica Maria Angeli