Introduzione

La collezione di disegni della Biblioteca Marucelliana è sostanzialmente formata dalla raccolta che donò alla Biblioteca nel 1783 l'ultimo rappresentante della famiglia, Francesco di Ruberto. Secondo il catalogo che fu compilato per il passaggio della raccolta alla Marucelliana, i disegni erano circa un migliaio, quantità non esigua per un collezionista che già nel Settecento trovava molta concorrenza e meno disponibilità di opere. Due artisti appaiono ben rappresentati: il romano Ottavio Leoni con il volume rilegato dei famosi ritratti, poi usati per le incisioni, e Cecco Bravo con i 40 disegni a sanguigna. Tuttavia Francesco riuscì a comprare anche qualche foglio quattrocentesco come l'angelo di Lorenzo di Credi e l'arcangelo Raffaele con Tobiolo attribuito a Raffaellino del Garbo. Il pezzo più famoso è però lo studio anatomico per un Crocifisso di Raffaello mentre richiamano il gusto settecentesco per l'antico, famigliare al collezionismo presente in Marucelliana, i disegni di Giovanni Antonio Dosio che riportano immagini di sarcofagi e cippi. In un album di ritratti eseguiti dal pittore belga Daniele Eremita, un busto di Alessandro de' Medici è stato attribuito al Pontormo ma i caratteri 'fiorentini' della collezione risaltano anche nella scelta di alcuni disegni di Bernardo Buontalenti e Bartolomeo Ammannati.

Dopo il nucleo dei differenti fogli sia di decorazioni che di figure del Poccetti, la raccolta della Biblioteca è soprattutto nota per il consistente gruppo di disegni del Seicento che, anche se cambiati di attribuzione, caratterizzano il fondo e testimoniano, oltre all'interesse del collezionista, anche la disponibilità di queste opere sul mercato. Boscoli, Passignano, Empoli, Bilivert, Salvestrini, Confortini, Lippi sono alcuni dei nomi tra gli artisti presenti in Marucelliana: particolarmente interessanti quelli di Stefano Della Bella che, anche se alcuni attribuiti successivamente a Baccio del Bianco, rimangono tra i più numerosi, collegati perlopiù alla preparazione delle incisioni.

L'evento di maggiore importanza per la raccolta nei secoli scorsi fu l'incarico dato a Pasquale Nerino Ferri nel 1887 della catalogazione del fondo. Il Ferri era dal 1879 conservatore dei disegni e delle stampe degli Uffizi e in tale carica aveva provveduto a compilare un inventario della collezione non più divisa per soggetti, ma descritta per autore, titolo, misure e con opportune note. Lo stesso metodo fu utilizzato anche per la collezione marucelliana e l'inventario con tutte le indicazioni descrittive del disegno è stato fino ad anni recenti lo strumento fondamentale per l'analisi del patrimonio grafico della Biblioteca. E' del 1990 l'edizione a cura di Giulia Brunetti di un catalogo a stampa I disegni dei secoli XV e XVI della Biblioteca Marucelliana di Firenze, con un importante studio sulla formazione della collezione dei disegni e con la descrizione dei primi quattrocento fogli della raccolta.

Questa base dati relazionale, pensata come un catalogo 'in progress' è il nuovo strumento di ricerca che la Biblioteca mette a disposizione degli studiosi del disegno. Attualmente comprende 167 disegni, descritti in 147 record elaborati da Marco Chiarini e Riccardo Spinelli, gli storici dell'arte incaricati dalla Commissione Indici e Cataloghi, che completeranno nel tempo il proprio lavoro inserendo nuove schede catalografiche. Si auspica che la disponibilità di vedere anche a distanza la collezione grafica, attraverso le immagini e le schede descrittive, possa allargare la conoscenza della raccolta secondo la volontà del donatore, Francesco di Ruberto Marucelli.

Rossella Todros
Responsabile settore disegni e stampe