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Introduzione

 

La collezione dei disegni e delle stampe della Marucelliana entrò a far parte della biblioteca solo nel settembre del 1783, quindi circa un trentennio dopo l'apertura della stessa al pubblico, avvenuta nel 1752, ed edificata per volere dell'abate Francesco Marucelli morto nel 1702.
Fu il canonico e bibliotecario Angelo Maria Bandini a convincere l'ultimo discendente della famiglia Marucelli, Francesco di Ruberto, a istituire il legato che permise alle collezioni librarie della biblioteca di essere affiancate anche da un prezioso e ingente patrimonio di stampe e disegni. Secondo un primo, sommario, catalogo che venne steso dagli esecutori testamentari Marco Martelli e Zanobi Covoni e che prese il nome di "Catalogo Informe", il patrimonio grafico pare che fosse costituito da un migliaio di opere, quantità non esigua per un collezionista soprattutto di incisioni che già nel Settecento trovava molta concorrenza e meno disponibilità di opere.
La parte più antica della collezione giunse in biblioteca nella sistemazione originaria: i disegni e le stampe si trovavano infatti raccolti in volumi, per un totale di nove tomi. Solo intorno agli anni Sessanta del Novecento, per motivi conservativi, si ritenne opportuno che i disegni fossero staccati dai volumi che li contenevano e che fossero collocati in passepartout dentro a cassettiere metalliche, dove ancora oggi si conservano.
Tra gli artisti meglio rappresentati si annoverano il romano Ottavio Leoni, con un volume rilegato di ventisette ritratti, e il fiorentino Cecco Bravo con i 40 disegni raccolti nel volume G. Tuttavia Francesco di Ruberto riuscì a comprare anche qualche foglio quattrocentesco come l'Angelo di Lorenzo di Credi e l'Arcangelo Raffaele con Tobiolo attribuito a Raffaellino del Garbo. L'opera più preziosa della raccolta è un foglio di Raffaello: noto e apprezzato anche dagli studiosi di anatomia, è lo studio, attribuito nel primo catalogo redatto da Pasquale Nerino Ferri agli inizi del Novecento, a Luca Penni come possibile copia da Raffaello (a causa della presenza delle iniziali "L.P." che si trovavano sul controfondo) di un Cristo in croce, a partire dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, riconosciuto unanimamente dalla critica di mano dell'artista urbinate.
Oltre alla serie di svariati fogli del Poccetti, raffiguranti sia elementi decorativi che figurativi, la collezione è nota per il consistente gruppo di disegni del Seicento che, nell'avvicendarsi degli studi e delle attribuzioni, caratterizza il fondo, a testimonianza del gusto del collezionista e della disponibilità di tali opere sul mercato. Boscoli, Passignano, Empoli, Bilivert, Salvestrini, Confortini e Lippi, sono solo alcuni degli artisti del XVII secolo presenti. Rivestono particolare importanza i fogli di Stefano Della Bella i quali, separati da quelli oggi riferibili a Baccio del Bianco, rimangono tra i più numerosi e tra i più interessanti per il loro rapporto con le incisioni. Richiamano il gusto settecentesco per l'antico, familiare al collezionismo presente in Marucelliana, i disegni di Giovanni Antonio Dosio che riportano immagini di sarcofagi e cippi.
Importanti incrementi sono avvenuti anche successivamente alla donazione di Francesco di Ruberto Marucelli, confermando la vocazione, peculiare della Biblioteca, di custodire la seconda più importante collezione di disegni fiorentina dopo quella degli Uffizi.
Evento di grande rilievo per la conoscenza della collezione fu l'incarico dell'inventariazione del fondo assegnato a Pasquale Nerino Ferri nel 1887. Nel ruolo di conservatore dei disegni e delle stampe degli Uffizi dal 1879, il Ferri, aveva provveduto a compilare un inventario della collezione non più diviso per "soggetti", ma per "autore", "titolo", "misure", corredando le schede dei disegni con opportune note relative allo stato di conservazione dell'opera. Lo stesso metodo fu utilizzato per la collezione grafica della Marucelliana, e l'inventario, con tutte le nuove indicazioni descrittive del disegno, fu per molto tempo strumento fondamentale per l'analisi del patrimonio grafico della biblioteca. Quindi numerosi e meritevoli studiosi si sono prestati ad analizzare i preziosi fogli, da Anna Forlani Tempesti ad Anna Maria Petrioli Tofani, da Simonetta Prosperi Valenti Rodinò a Catherine Monbeig Goguel. Nel 1983 vedeva la luce un volume che raccoglieva i frutti degli studi condotti fino a quel momento sulla collezione grafica della Marucelliana. I curatori della stesura del catalogo di disegni del XVI e XVII secolo, furono Marco Chiarini, Giulia Brunetti e Maria Sframeli; la mostra tenutasi presso la Biblioteca Laurenziana, ebbe il merito di rivelare agli appassionati e studiosi, il livello qualitativo di molti fogli ad allora ancora poco conosciuti.
Del 1990 fu l'edizione, uscita grazie alla revisione di Rossella Todros, a cura di Giulia Brunetti del catalogo a stampa I disegni dei secoli XV e XVI della Biblioteca Marucelliana di Firenze, contenente uno studio sulla formazione della collezione dei disegni e la descrizione dei primi quattrocento fogli della raccolta. Si ricordano inoltre due importanti pubblicazioni avvenute nel 2010 a seguito dell'allestimento di due mostre tematiche: Stefano della Bella (1610-1664). Disegni della Biblioteca Marucelliana di Firenze, a cura di Anna Forlani Tempesti e Riccardo Spinelli con la collaborazione di Lorenza Megli, e I disegni tardo barocchi della Biblioteca Marucelliana, catalogo pubblicato in onore di Rossella Todros a cura di Silvia Castelli e di Roberto Maini e schede di Marco Chiarini e Stefano Morèt. Infine, per uno studio approfondito sul patrimonio grafico del XVII e XVIII secolo, Disegni del Seicento e Settecento della Biblioteca Marucelliana, catalogo di Marco Chiarini, uscito postumo a cura di Silvia Castelli, Francesco Morena e Riccardo Spinelli ed edito nel 2017.

Silvia Castelli
Responsabile Gabinetto Disegni e Stampe
Biblioteca Marucelliana