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Archivio Eventi (dettaglio)

 

8 novembre 2007
Presentazione romanzo: "Elegia provinciale"


Biblioteca Marucelliana   e   Mauro Baroni Editore
con il patrocinio della
Fondazione Festival Pucciniano


Invito presentazione romanzo Elegia Provinciale


giovedì 8 novembre 2007, ore 16.30

Biblioteca Marucelliana
Sala Consultazione

presentazione del romanzo

Elegia provinciale
di Giancarlo Micheli


Interventi di
Stefano Busellato, filosofo
Marinella Lazzerini, storico

Letture di
Paola Lazzari


Il romanzo prende spunto da un episodio particolare della biografia di Giacomo Puccini, e narra le vicissitudini che condussero, durante il mese di gennaio dell'anno 1909, al suicidio della domestica di casa Puccini, Doria Manfredi. Il triste caso si compì mentre il maestro attendeva alla composizione della Fanciulla del west, e il romanzo Elegia provinciale accompagna il musicista lungo un ansioso itinerario alla ricerca dell'ispirazione creativa: da Boscolungo Pistoiese a Torre del Lago, da Parigi a Londra. Dipanando le dinamiche esistenziali che legano i varii componenti della famiglia del musicista e gli abitanti del borgo di Torre del Lago, la narrazione mette in luce alcuni nessi sociologici proprii di un'epoca di passaggio, che coinvolge la popolazione in traumatici mutamenti. Al principio del secolo scorso, in un territorio ancora selvaggio, su cui è insediata un'economia di tipo semifeudale, alcune famiglie della ricca borghesia dell'industria, nonché alcuni artisti di già acclarata fama, scelgono le sponde del lago di Massaciuccoli per edificare un patrimonio di residenze di villeggiatura, dove godere i conforti della serena amenità del luogo. Alcune famiglie autoctone, famiglie di proletari che fino ad allora avevano galleggiato sulla palude di un'economia di sussistenza, estenuandosi in una bracciantile miseria, prestando a giornata la loro opera nei campi dei Borbone o dei marchesi Ginori, alcune famiglie si legano ai nuovi residenti borghesi, dai quali ricevono il dono ambiguo di un'equivoca emancipazione sociale. Tra queste è la famiglia Manfredi, cui appartiene la giovane Doria.
La patria, tra estetizzazioni decadenti, secolari arretratezze e regressioni moderniste, pregiudizi classisti e superstizioni religiose, vuole avere parte all'innegabile rivoluzione che sconvolge in quegli anni l'Europa, la seconda rivoluzione industriale. Dall'illustrazione di tali presupposti il romanzo si addentra nelle ragioni e nella sostanza dei germi di un colonialismo interno di stampo nazionalistico, la cui cifra autentica si coglie su scala continentale. Nella scrittura ho voluto dare testimonianza di tale sconvolgimento, rispecchiarlo nelle scelte letterarie che ho adottato per rivivere la genesi della nostra lingua moderna, debitrice di tanto numerosi apporti esterni, elargiti in maniera tutt'altro che incruenta lungo secoli di invasioni e sfruttamento; ad elementi vernacolari, abbondanti nell'idioma dei personaggi, ho voluto pertanto accostare nell'italiano del narratore clausole in lingue straniere, affinché costituissero l'indice di tale processo, multipolare e stratificato. Ho inteso costruire nella struttura del romanzo un mondo vivo e autonomo, dove i personaggi nascano liberi nella loro umana complessità, soggettiva e intersoggettiva, e non rispondano ad istanze estrinseche, non siano i rappresentanti anonimi e disanimati dei miei convincimenti personali o delle ideologie delle quali, al pari di ciascuno, sono la vittima parzialmente consapevole. Mi sono, forse, attenuto alla lezione di un grande teorico del romanzo, Michail Bachtin, il quale esortava a far consistere il principio estetico-compositivo dell'opera con la posizione etica dell'autore. Ciò dà vita ad una mondo, dove i personaggi agiscono e interagiscono, gioiscono e soffrono, non per apparire nella camera di giudizio della memoria, pubblica o privata, ma per dare testimonianza di sé, autentica di sangue e sentimenti.
Quel che preme nel tessuto narrativo è la sostanza umana, la descrizione degli effetti di remote e soverchianti forze sociali sulla vita degli individui, sulle loro passioni, i loro pensieri e i loro sogni.
Un altro aspetto affrontato nel testo è quello della metamorfosi che interviene nelle concezioni artistiche al principio del ventesimo secolo. Quella del maestro Puccini, dedito a rinnovare la tradizione del melodramma musicale italiano in un dialogo serrato con wagnerismo e impressionismo, è una figura in qualche modo paradigmatica, nel suo irrequieto tentativo, e non sempre fruttuoso, di armonizzare l'arte e la vita. La sua esperienza artistica ed esistenziale ci insegna qualcosa a proposito del presente, laddove si imbatte nei nodi intricati che stringono realtà e rappresentazione, e prefigurano la imperante e pervasiva società dello spettacolo, anonima produttrice di non trasparenti ricchezze, nonché di consumabili catastrofi, attuali e future, pubbliche o private.

Giancarlo Micheli


Giancarlo Micheli: biografia.
Giancarlo Micheli è nato a Viareggio il 3 febbraio 1967. Si dedica alla scrittura, in versi e in prosa, da circa vent'anni. Ha pubblicato il suo primo racconto (Fucking fist, 2004) nella collana Jazz Mediterranea per l'editore Baroni di Viareggio. Per lo stesso editore alcune sue poesie sono presenti nella silloge di poeti versiliesi L'ora d'aria dei cani (2003), nella quale si raccoglie parzialmente il frutto del lavoro del gruppo omonimo (letture pubbliche di testi poetici, con accompagnamento musicale e videoproiezioni). Ha collaborato alla realizzazione della mostra-evento La vita agra - l'arte del resistere dal 1943 al 2003 (Viareggio 2003, Massa 2004). Dal 2003 partecipa alle iniziative dell'associazione culturale BAU, che promuove la produzione e la distribuzione dell'omonimo contenitore di arte e cultura contemporanea. Nell'autunno del 2004 è stata edita la sua prima raccolta di versi (Canto senza preghiera, Baroni editore). Nel 2005 e nel 2006 ha partecipato alla nona e alla decima edizione della rassegna nazionale di poesia Altramarea, ideata e diretta dal poeta e filologo Angelo Tonelli. Alcuni suoi versi figurano nell'antologia della rassegna, pubblicata dall'editore Campanotto, e sulle riviste Poesia di Crocetti e Isola nera. Nel febbraio del 2007 è stato pubblicato il suo primo romanzo, Elegia provinciale, per i tipi della collana Mediterranea di Mauro Baroni editore. Sempre nello stesso anno ha curato, per l'Associazione BAU, la pubblicazione del libro Percy B. Shelley - il cuore e l'ombra viva (Pezzini editore, 2007), raccolta collettanea di testi e riflessioni sulla poetica del grande romantico inglese.
Ha compiuto vari lavori di traduzione di testi letterari, tra i quali una versione (ad oggi inedita) della raccolta Le grand jeu (Gallimard, 1928) del poeta francese Benjamin Péret.
Ha pure realizzato alcuni video operando ibridazioni dei formati e delle fonti luminose in direzione di una ricerca di realismo lirico (La realtà è quello che è? , 1996; L'amour fou, 1997; La terra desolata, 1997; Rendering, 1998; Res accendent lumina rebus, 2001; Impressioni n.16 (all'interno del Laboratorio Cinema del Comune di Viareggio, 2002); La colpa della troia è che i porci la pagano, 2002; Il sangue sulle spighe, 2003; Memoria e resistenza, 2004).
Coltiva passioni non inessenziali nel teatro e nel cinema. Nel 2004 ha lavorato, assieme a Paola Lazzari e a Pierfrancesco Biasetti, alla messa in scena dell'atto unico Parti di guerra (testi di Giancarlo Micheli, musiche di Antonio Agostini) e del monologo La confessione (interprete Paola Lazzari, testi di Sandro Luporini e Giancarlo Micheli).



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