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Biblioteca
Marucelliana

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Archivio Eventi (dettaglio)

 

2 aprile - 30 giugno 2004
Visioni marine attraverso arte e scienza (interno)

BIBLIOTECA MARUCELLIANA
FIRENZE


FRA NEREIDI E TRITONI I BESTIARI MARINI
DELLA BIBLIOTECA MARUCELLIANA

Antichi bestiari e trattati di storia naturale a stampa


Ecco che ancora una volta grazie ad una mostra, alla mostra dell’opera incisoria di Patrizio Di Sciullo, il prezioso universo librario della Biblioteca Marucelliana si appresta ad essere svelato, seppur in piccolissima parte e con neppur troppa ritrosia, a chi, curioso e attento osservatore della natura, di tutte le sue infinite e multiformi articolazioni, voglia divertirsi ad indagare, fra nereidi e tritoni, il fantastico mondo delle profondità marine.
Dagli antichi scaffali della Biblioteca riemergono allora un po’ alla volta, volumi antichi, trattati di storia naturale, scientifici bestiari marini ricchi di immagini tese ad illustrare con cura ed incredibile minuzia di particolari, ora questo ora quell’aspetto del regno sommerso di Anfitrite e Poseidone, dei suoi diversi abitanti siano essi pesci, crostacei, molluschi, semplici rami di corallo o fantastiche conchiglie.
La stampa e l’incisione offrono infatti all’indagine speculativa dei medici/scienziati/filosofi del Cinque-Seicento, che con identica passione si volgono all’analisi del mondo vegetale e animale, terrestre e non, un’eccellente mezzo di memoria e divulgazione delle personali acquisizioni: fra i tanti che subiscono il fascino degli abissi il medico-filosofo bolognese Ulisse Aldovrandi con il De piscibus e il De mollibus, crustaceis, testaceis, Ippolito Salviani con il De piscibus e il più noto Pietro Andrea Mattioli con i suoi Discorsi sopra Dioscoride, Conrad Gessner e Guillaume Rondelet con il suo Libri de piscibus marinis edito a Lione intorno alla metà del XVI secolo.
E così proseguendo, il Seicento vede da un lato la pubblicazione a Londra dell’Historia sive synopsis methodicae conchyliorum di Martin Lister accompagnata da un bellissimo corredo di incisioni e dall’altro l’edizione, ricchissima anch’essa di tavole, della Recreatio mentis et oculi in observatione animalium testaceorum del naturalista gesuita Filippo Buonanni le cui affermazioni scatenarono non poche polemiche con gli esponenti della nuova biologia inaugurata dal Redi.
Il Settecento si segnala invece per l’Index testarum conchigliorum, dedicato a Francesco III dall’autore, il medico e filosofo fiorentino nonchè docente dell’ateneo pisano, Niccolò Gualtieri, per il De conchis dell’illustre riminese Janus Plancus, quel Simone Giovanni Bianchi colto ed erudito seguace di Ippocrate che volle effigiato sul sepolcro il “corno di Ammone” a simboleggiare i suoi appassionati studi sulle conchiglie, e per il Thesaurus piscium testaceorum dell’olandese Rumphius, sfogliando le immagini dei quali, senza alcuna soluzione di continuità, gli occhi e la mente si aprono alla più contemporanea, fantastica eppur sconvolgentemente reale, visione marina del giovane incisore romano la cui opera la Biblioteca Marucelliana si propone di presentare.

Silvia Castelli


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